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Che consiglio comunale!
This is my site 2 ottobre 2009 – 14:22

Come promesso. Ecco il resoconto del Consiglio Comunale del 30 settembre 2009

Se fosse stata una partita di calcio, si potrebbe dire che la squadra dei consiglieri di minoranza, in netta inferiorità numerica, ha dominato in trasferta la favoritissima squadra dei consiglieri di maggioranza.
La strategia è stata semplice ed efficace: presentare delle interrogazioni in maniera puntuale e preparata.

Ciò che è apparso evidente è stata, infatti, la preparazione intellettuale e la forza morale dei nostri consiglieri comunali che hanno messo alle strette il sindaco, costretto a difendersi ripetutamente come un pugile all’angolo di fronte ai colpi degli avversari.

In sequenza:

1. Ordinanza sul parco agricolo con conseguente distruzione delle griglie.
Il sindaco ha ammesso una parziale ritirata dicendo che è necessario al più presto provvedere ad un regolamento su tutti i parchi assaghesi (comprendente quindi anche il parco agricolo) per migliorarne l’utilizzo da parte della cittadinanza potenziandoli con nuove strutture nella direzione di costituire il “Bosco in città” ad Assago.

2. Accordo da parte del Comune di Assago con enti locali (Comune di Milano, Provincia e Regione) per ulteriore finanziamento di 3 milioni di euro da parte del comune di Assago per terminare i lavori della metropolitana entro il 2010.
Qui il sindaco non ha saputo spiegare come, su una cifra di 10 milioni di euro di oneri aggiuntivi, per cui il comune di Assago ha già sborsato 1 milione di euro, ne dovrebbe mettere altri 2 e soprattutto come si sono accumulati questi oneri ulteriori…

3. Accesso agli atti del consiglio comunale.
Il sindaco ha dovuto negare che la mancata consegna della documentazione cartacea a tutti consiglieri per prepararsi al consiglio comunale sia un atto di ostruzionismo ed ha affermato che si tratta, invece, di risparmio. Sollecitato ad aprire una casella di posta elettronica per ogni consigliere, ha promesso che lo farà al più presto.

4. Variazione di bilancio e stanziamento di 24 mila euro l’anno per l’apertura di un ufficio di staff.
Qui Musella di fronte alla evidente contraddizione tra il voler fare del risparmio una bandiera della sua amministrazione e il distribuire soldi a suoi portaborse. Si è trovato in seria difficoltà, adottando come giustificazione quella del mero esercizio del potere come possibilità che gli compete di decidere chi fa che cosa, in barba alle regole della concertazione sindacale che prevederebbero la precedenza nelle nuove assunzioni per il personale già dipendente del Comune.

5. Incarichi ad assessori esterni, Pagliuca per l’urbanistica e Longo per la sanità.
Anche qui, messo alle strette per aver incaricato personaggi dal curriculum politico ambiguo e dalla non accertata competenza tecnica che pure è necessaria per affidare un incarico ad un assessore esterno, Musella ha ripiegato sulla logica del potere: il suo scopo, ha dichiarato senza alcuna vergogna, è quello di tenere unito il centrodestra. Egli, cioè, governa per rinforzare la sua area politica, non per garantire una buona amministrazione per tutti i cittadini!

Su questo punto, egregio Musella, permettici di farti degli appunti, non tanto in termini moralistici (l’utilizzo del potere pubblico come mezzo per rafforzare il potere di una parte si commenta da sè), ma in termini strategici…

Le hai viste le facce dei tuoi consiglieri, mentre difendevi la tua logica di dare di più non a chi più merita perché gli elettori lo hanno votato ma a chi più ti ha assicurato di vincere, anche se non era candidato? Noi le abbiamo osservate bene e abbiamo provato tristezza e al tempo stesso sollievo. Vedere quei visi di nuovi, giovani, votati alla politica subito frustrati nei loro ideali per piegarsi alla logica del capo ci ha fatto tristezza.

Abbiamo, però, anche notato un forte imbarazzo nei loro occhi, una implicita condivisione con quanto dichiarato dai consiglieri di minoranza. E cioè che tu, capo, sei stato ingiusto nei loro confronti e quindi nei confronti di chi li ha votati.

Caro Musella, non è un bel modo di fare squadra questo!

A presto…