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Odg – Privatizzazione dell’Acqua
This is my site 23 gennaio 2010 – 20:29

Il Gruppo Consiliare Raimondo per Assago, con il presente ordine del giorno, intende porre all’attenzione del Consiglio Comunale di Assago, la grave decisione assunta dal Governo e dal Parlamento circa la “Privatizzazione dell’Acqua”.

Scarica odg in formato .pdf – Privatizzazione acqua

Premesso che:

Il 18 novembre ’09 il Governo ha posto la fiducia per un’approvazione blindata del decreto “Ronchi” che include tra le varie norme anche la Privatizzazione dell’Acqua.

L’acqua proprio perché è una risorsa limitata, indispensabile alla vita, rientra di diritto nella categoria definita “BENE COMUNE”, ed in quanto tale non assoggettabile alle leggi della globalizzazione, della mercificazione e del profitto esasperato.

La scelta del Governo di obbligare i comuni ad una gestione privata degli acquedotti, va esattamente nella direzione di rendere l’acqua una merce, su cui spregiudicate società multinazionali metteranno le mani per trarre profitti a discapito dei cittadini.

La nuova legge apre ai privati, un monopolio naturale, che consentirà loro ampi profitti perché ottenuti senza alcun rischio di impresa in assenza di qualsivoglia concorrenza.

Attualmente dai rubinetti delle nostre case viene distribuita acqua di ottima qualità al costo più conveniente d’Europa, un euro per mille litri, a Berlino se ne pagano 4.

Le nostre aziende pubbliche milanesi e lombarde, ed è il caso di ricordare AMIACQUE, di cui il nostro Sindaco è vicepresidente, sono organizzate secondo logica di impresa e le tariffe fanno fronte alle esigenze operative e agli investimenti. Anche se il prezzo dell’acqua dovesse subire lievi ritocchi per far fronte ai futuri e necessari investimenti decisi dai pubblici gestori, ma non sarebbe mai gravato da ingiusti profitti. Oggi le aziende pubbliche che realizzano utili li consegnano ai loro azionisti, cioè i Comuni.

Inoltre le aziende pubbliche perseguono l’obiettivo di risparmiare acqua, mentre le società private devono aumentare il fatturato e quindi i consumi idrici.

In Italia vi sono diverse esperienze disastrose di privatizzazione, una per tutte Latina, dove le tariffe sono esplose, la qualità del servizio è scaduta, i consumi sono aumentati.

Già nel 2008 la Regione Lombardia ha dovuto retrocedere dal progetto di privatizzazione della gestione dell’acqua, per la forte opposizione di ben 140 Comuni (di destra e di sinistra), tra cui Assago, che promossero un referendum per l’abrogazione della L.R. 26/03.

Alla luce di tutto ciò;

Si propone:

che il Consiglio Comunale di Assago approvi il seguente ordine del giorno, esprimendo quindi il proprio dissenso nei confronti della scelta del Governo e del Parlamento di procedere all’approvazione di una norma che di fatto trasforma l’Acqua da bene primario comune a merce privatizzata,

che la conferenza dei capi gruppo elabori un documento da inviare al Governo, ed alle forze politiche presenti in Parlamento, esprimendo la contrarietà al provvedimento e ribadendo che la distribuzione dell’acqua deve rimanere in mano pubblica.

Si impegna

il Comune di Assago ad aderire alle iniziative di carattere referendario che sono già state preannunciate al fine di abrogare il decreto appena approvato, nella parte relativa alla riduzione della quota proprietaria e all’obbligatorietà delle gare per la gestione dei servizi idrici.